Storia del tè

Dalla leggenda alla storia: i personaggi di riferimento

Parlando  di storia vera e non di leggende, in Cina è durante la dinastia Tang (dal 600 circa d.C.) che il diventa la bevanda nazionale ed è così prezioso che il suo commercio diviene monopolio di Stato. Questo periodo viene definito “l’età dell’oro del tè”. 

Uno dei padri del cerimoniale del fu Lu Yu, ancora oggi un riferimento per chiunque voglia approfondire e sviscerare la materia. Egli divenne lo scrittore più famoso del regno con la pubblicazione del suo “Canone del Tè”, il Ch’a Ching* che ancora oggi rimane un testo di riferimento. 

Della vita di questo interessante uomo ci giungono poche notizie, abbastanza però per poter dar forma ad una affascinante biografia. 

Nacque nella provincia di Hupei, nella Cina centrale. Abbandonato dai genitori  da bambino sulla sponda di un fiume, venne adottato dal maestro C’an( Zen) Chi C’an, abate nel monastero del Dragone della Nuvola,  il quale ispirato da un passaggio del libro dei Mutamenti, I Ching, scelse di chiamare il piccolo orfano Lu Yu, nome che racchiude il concetto di Buona Fortuna. 

Il ragazzo nonostante i tentativi del monaco, si dimostrò insensibile alle dottrine mistiche Zen sentendosi invece sempre più attratto dagli insegnamenti di Confucio, più adatti ad un uomo di stato. In seguito ad un periodo molto noioso della sua vita, il giovane seguì l’impulso di fuggire insieme ad un gruppo di suonatori ambulanti che lo accolsero grazie al suo senso dell’umorismo e alla sua grande abilità di scrivere ed adattare i testi degli spettacoli; ben presto dimostrò di essere diventato un grande musicista, un poeta nonché  un’autorità in materia di tè. Ebbe nel corso della sua vita contatti con l’imperatore che lo ospitò più volte per condividere e confrontarsi in materia di Tè.  

Il ritratto del maestro  Lu Yu, qui tracciato a grandi linee, ci mostra una persona eccentrica, amabile, grande maestro dell’arte del tè. 

 * Il Cha Ching茶经 

E’ in assoluto, nella storia, la prima monografia scritta sul Tè. Questo affascinante testo è diviso in 3 libri e 10 capitoli in totale. 

All’ interno di questo grande lavoro Lu Yu ci espone tutti i suoi studi e le conoscenze acquisite sul mondo del te, dalle leggende mitologiche sulla sua origine fino alla descrizione delle diverse tipologie individuate ed esistenti all’epoca in cui è stato scritto. 

Ci accompagna in un vero e proprio viaggio di scoperta partendo dalle origini della pianta, le tecniche di coltivazione preferibili, ci illustra gli strumenti adatti per ottenere una buona infusione. Ampio spazio è riservato all’acqua! Lu Yu si sofferma sull’importanza della fonte di acqua preferibile per esaltare le note aromatiche delle foglie, e sulla temperatura  dell’acqua, descrivendo minuziosamente come capire la giusta temperatura dall’osservazione delle bolle! Chi ha approcciato il mondo del tè non può non aver sentito parlare di acqua a Occhio di Granchio, Occhio di Pesce, e infine l’Acqua del Vecchio, quando ormai non va più bene per il nostro tè, ed è proprio da questo testo che ereditiamo queste definizioni. 

Ci dà anche indicazioni su come dovrebbe essere degustato il nostro tè senza tralasciare informazioni sulla storia del tè e regalando dettagliate raffigurazioni di questa magnifica pianta. 

Il processo che Lu Yu descrive nel suo Cha Ching (Canone del Tè) è riconducibile a quello che oggi classificheremmo come un tè verde cotto a vapore. All’epoca il tè veniva per la maggior parte pressato, non era comune conservarlo e consumarlo in foglie sciolte, cosa che è andata via via prendendo sempre più piede fino ad arrivare, alla fine del XIVsec, dove il tè in foglia sciolta divenne il preferito dall’imperatore.  

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